Premio di preparazione

Il premio consiste nel pagamento di una cifra – definito parametro – ai club che abbiano formato giovani calciatori, al momento della stipulazione del rapporto del tesseramento pluriennale. Il premio di preparazione negli anni ha subito una serie di modifiche dettate sia dalla volontà di eliminare possibili escamotage, che eludessero il pagamento dello stesso, sia per intervenute modifiche riguardanti i premi in ambito internazionale. Da ultimo occorre segnalare che il premio di preparazione non è dovuto alle società che tesserano con vincolo pluriennale calciatori di calcio a cinque a seguito dell’intervenuta modifica regolamentare con CU 47/A del 5 Agosto 2013.

In particolare il Regolamento Status e Trasferimenti dei calciatori ha modificato la normativa che riguarda l’indennità di formazione ed il meccanismo di solidarietà, gli istituti della FIFA simili al premio di preparazione.

RATIO – L’obiettivo di tale norma è quello di sviluppare ed incentivare la formazione di giovani calciatori da parte di società di puro settore giovanile. Questa impostazione si esprime attraverso un sistema solidaristico, che vede le società maggiori pagare un contributo alle società inferiori, laddove vi sia il primo contratto con vincolo pluriennale.

NORMATIVA – Il Premio di preparazione è disciplinato dall’art. 96 NOIF, in tale norma si statuisce che:

“ 1. Le società che richiedono per la prima volta il tesseramento come giovane di serie”, “giovane dilettante” o “non professionista” di calciatori che nella precedente stagione sportiva siano stati tesserati come “giovani”, con vincolo annuale, sono tenute a versare alla o alle società per le quali il calciatore è stato precedentemente tesserato un “premio di preparazione” sulla base di un parametro–raddoppiato in caso di tesseramento per società delle Leghe professionistiche – aggiornato al termine di ogni stagione sportiva in base agli indici ISTAT per il costo della vita, salvo diverse determinazioni del Consiglio Federale e per i coefficienti di seguito indicati Le società della Lega Nazionale Professionisti non hanno diritto al “premio di preparazione”, fatto salvo il caso in cui la richiesta riguardi società appartenenti alla stessa Lega.

2. Agli effetti del “premio di preparazione” vengono prese in considerazione le ultime due Società titolari del vincolo annuale nell’arco degli ultimi tre anni. Nel caso di unica società titolare del vincolo, alla stessa compete il premio per l’intero. Qualora, a seguito del primo tesseramento di cui al comma precedente, il calciatore venga tesserato per altra società nel corso della stessa stagione sportiva, anche tale ultima società è tenuta a corrispondere il premio di preparazione calcolato in relazione alla sua categoria di appartenenza, se superiore, detratto l’importo del premio dovuto dalla precedente società. Il vincolo del calciatore per almeno una intera stagione sportiva è condizione essenziale per il diritto al premio”

Questo secondo comma è stato modificato per evitare che ci fossero dei trasferimenti che limitassero in maniera quasi elusiva il premio di preparazione. In questo modo veniva meno la ratio della norma. Di fatto si annientava il bene giuridico tutelato dall’art. 96 NOIF quale quello di incentivare le società che investono sui giovani.

Infine, per completezza riportiamo anche l’art. 33 del Regolamento SGS che richiama il Premio di Preparazione:

 “1. La corresponsione del “premio di preparazione” è disciplinato dall’art. 96 delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. ed il versamento dello stesso deve essere regolato direttamente dalle società interessate.”

PROCEDIMENTO – E’ sempre l’art. 96 NOIF ai commi successivi a disciplinare la procedura concernete il premio di preparazione, oltre a definire la composizione della Commissione Premi di Preparazione:

“3. Se la corresponsione del premio non viene direttamente regolata tra le parti, la società o le società che ne hanno diritto possono ricorrere in primo grado alla Commissione Premi Preparazione, i cui componenti sono nominati ogni quattro stagioni sportive dal Presidente Federale, d’intesa con il Vice- Presidente, sentito il Consiglio Federale. Contro le decisioni della Commissione è ammessa impugnazione in ultima istanza avanti la Commissione Vertenze Economiche.

L’accoglimento del ricorso comporta a carico della società inadempiente una penale, fino alla metà del premio non corrisposto, da devolversi alla F.I.G.C.. Il ricorso, esente da tasse, alla Commissione Premi Preparazione deve essere inoltrato a mezzo raccomandata e, contestualmente, copia dello stesso deve essere inviata alle controparti; al ricorso vanno allegate, a pena di inammissibilità, le relative ricevute di spedizioni attestanti l’invio alla controparte, nonché le tessere del calciatore rilasciate nelle precedenti stagioni sportive in possesso delle società aventi diritto e in caso dell’accoglimento del ricorso, la Commissione provvede, per il tramite delle Leghe e dei Comitati Regionali, al sollecito prelievo della somma a carico della società obbligata. Le eventuali memorie e la documentazione della controparte dovranno pervenire alla Commissione entro il termine perentorio di 30 giorni dalla spedizione del ricorso. Alla suddetta memoria andranno allegate le ricevute comprovanti la spedizione alla società ricorrente, nonché l’eventuale lettera liberatoria attestante l’intervenuta transazione tra le parti, che dovrà avere il visto di autenticità apposto dal Comitato competente presso il quale dovrà essere depositato l’originale.”

Se mancante del detto requisito la liberatoria non potrà essere presa in considerazione dall’organo deliberante. La Commissione è composta dal Presidente, da un Vice-Presidente e da almeno otto componenti ed è validamente costituita con la presenza del Presidente e di quattro componenti designati per ogni singolo procedimento dal Presidente o da chi ne fa le veci, tra tutti i componenti in carica, compreso il Vice-Presidente. In caso di assenza o di impedimento, a procedimento iniziato, di uno dei membri designati, il Presidente può procedere alla sua sostituzione in via definitiva con altro componente che abbia assistito fin dall’inizio al procedimento stesso

La questione del premio di preparazione può arrivare nelle aule della giustizia sportiva, più precisamente il primo grado che ha conoscenza della problematica è la Commissione Premi di Preparazione della FIGC, il secondo grado è di competenza della Commissione Vertenze Economiche. Oltre al pagamento del Premio di Preparazione la società inadempiente dovrà pagare anche una penale, in favore della FIGC, che dovrà essere di importo non superiore alla metà del premio di preparazione. Per ciò che concerne un iniziale o successivo accordo transattivo, bisogna rilevare che se l’accordo avviene prima del procedimento questo dovrà essere depositato presso il proprio Comitato di appartenenza affinché su questa venga posto il visto di deposito. Se la transazione avviene in un secondo momento la penale nei confronti della FIGC dovrà comunque corrispondersi.

Infine la società condannata dalla Commissione Vertenze Economiche ha tempo 30 giorni dal Comunicato Ufficiale per adempiere al pagamento altrimenti verrà deferita per aver violato l’art. 8 c. 15 CGS che statuisce:

“Il mancato pagamento entro trenta giorni delle somme poste a carico di società o tesserati dagli Organi della giustizia sportiva o da collegi arbitrali competenti ai sensi delle norme federali comporta, fermo l’obbligo di adempimento, l’applicazione delle sanzioni di cui alle lettere a), b), c), g) dell’art. 18, comma 1, e di quelle di cui alle lettere a), b), c), d), f), g), h) dell’art. 19, comma 1.”

GIURISPRUDENZA –   Sulla elusività di un tesseramento e successivo trasferimento o prestito in periodi brevi (circa 1 mese) ha portato varie interpretazioni. La Corte di Giustizia Federale con il CU 026/CGF del 2010/2011 ha dato un interpretazione rigida dell’art. 96 NOIF creando uno spiraglio per le difese delle società che vengono deferite perché accusate di elusione del pagamento del premio di preparazione. Infatti la Corte ha posto in evidenza, su sollecitazione della difesa di una delle società in giudizio, che non vi è una norma che vieta un breve tesseramento (quindi non ne fa derivare nemmeno la violazione dell’art. 1 c. 1 CGS) e il comportamento elusivo deve essere provato attraverso indizi gravi, univoci e concordanti. Infatti la Corte affermava che:

“Ed infatti, in primo luogo, il limitato periodo di durata del trasferimento, che ne ha fatto desumere la fittizietà, non risulta in violazione di norme, tanto che, come accortamente fatto rilevare dalla difesa della società, ha ottenuto senza difficoltà il visto federale di esecutiva. In assenza di una norma che espressamente sancisca il divieto di un determinato comportamento, questo non può che essere ritenuto lecito. Inoltre, non risulta sufficientemente provato un accordo tra i soggetti cui è stata in prime cure inflitta la sanzione al fine di eludere la previsione del pagamento del premio di preparazione alla società presso la quale il calciatore era in precedenza tesserato. Se poi si considera che il predetto è un minorenne che all‘epoca dei fatti aveva solo 14, diventa ancora più difficile riscontrare la sussistenza in capo lui della volontà elusiva. Il tutto poi va considerato anche alla luce della modesta entità del premio, peraltro neppure formalmente richiesto dalla precedente società.”

In altra decisione diversamente da quanto affermato sopra la CDN con decisione de 14 Aprile 2011 nel CU 78 faceva emergere che l’attività di trasferimento e di prestito a distanza di una settimana, erano sospetti. Infatti concludeva la CDN affermando che:

“Ulteriore elemento a sostegno del deferimento è costituito dalla circostanza che il calciatore sia rimasto sostanzialmente sconosciuto alla Società, fatto, anche questo, che consente di innestare, quanto alle modalità attraverso le quali si sono succediti i vari passaggi, il contegno tenuto dalla stessa nella sequenza che connota tipicamente l‘interposizione fittizia prestata da una società di categoria inferiore al fine di consentire ad altra, di categoria superiore, di acquisire le prestazioni di un calciatore riducendo, di fatto, il premio di preparazione che quest‘ultima dovrebbe corrispondere alle società detentrici del tesseramento nei tre anni precedenti, con maggior svantaggio, ovviamente, per quella titolare del primo.

Infine dal punto di vista sanzionatorio si è affermato che:

Infligge ai dirigenti la inibizione per mesi 8 (otto) e la inibizione per mesi 6 (sei), alla Società  X l‘ammenda di € 1.000,00 (mille/00), ed alla società Y l‘ammenda di € 5.000,00 (cinquemila/00).
Per quanto riguarda la problematica della società beneficiaria del premio di preparazione, laddove questa sia stata la società detentrice del vincolo annuale e del vincolo pluriennale. La Commissione Vertenze economiche ha dipanato la questione affermando nel CU 20/D del 28 Maggio 2009:
Laddove la società tenuta al pagamento del premio sia stata anche titolare del tesseramento annuale del calciatore nella o nelle stagioni sportive precedenti, tali stagioni non rilevano ai fini dell’individuazione delle società aventi diritto”.

CONSIDERAZIONI FINALI: E’ da notare come la FIGC sia in prima linea nel difendere da una parte, un baluardo del sistema sportivo che si basa su un mercato volto all’equità e alla solidarietà. Dall’altra uno degli obiettivi della Federazione stessa quello di incentivare lo sviluppo della pratica sportiva soprattutto in età giovanile, fermo restando l’obiettivo di creare campioni. Tutto questo in linea con la normativa internazionale (ed in particolare all’interno del Regolamento Status e Trasferimenti dei calciatori) che statuisce due tipi di premi: meccanismo di solidarietà e indennità di formazione. Entrambi simili al premio di preparazione nell’obiettivo da perseguire ma caratterizzati da alcuni presupposti.

Redazione

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