MASSIME DELLA SETTIMANA 28/11 – 2/12

fcasarola2-3Massime della settimana dal 28.11 al 2.12

  1. Impossibilità di pagamento del premio alla carriera alla società fallita
  2. Premio alla carriera non dovuto per tesseramento di durata inferiore ad un anno (contrasto con CU 20 del 1.06.2016)
  3. Premio alla carriera: dovuto per tesseramento inferiore ad una stagione (contrasto con CU 22 del 17.06.2016)
  4. Massima – Significatività della stagione in cui è tesserato da giovane il calciatore

CU 3 Tribunale Federale Nazionale sez. Vertenze Economiche del 18.07.2016

Oggetto:  Premio alla carriera – fallimento società che lo ha formato

Norme di riferimento: art. 99 bis NOIF

Il Tribunale Federale Nazionale sez. Vertenze Economiche si espresso sulla questione riguardante la legittimazione di un soggetto sportivo in merito alla richiesta del premio alla carriera. Il principio consiste nell’impossibilità per la società che ha acquisito il titolo sportivo di una società fallita di avere il diritto di ricevere i premi presenti all’interno del nostro ordinamento sportivo. In particolare ed in tal senso così si espresso il TFN sez. Vertenze Economiche: “In via generale, difatti, il trasferimento del titolo sportivo non comporta alcuna successione nei diritti di credito della Società dichiarata fallita, ferma la circostanza che il presupposto per tale trasferimento è rappresentato dall’acquisto da parte della Società trasferitaria dell’azienda appartenuta alla prima. Nel caso di specie, peraltro, il diritto al premio alla carriera in questione è (rectius sarebbe) sorto solo in seguito all’esordio in Serie A del calciatore Pasciuti, avvenuto in data 8 novembre 2015 a distanza di circa sei anni, cioè, dal fallimento della Società titolare dell’originario tesseramento del calciatore e dal trasferimento dell’azienda, tra i cui beni all’epoca, per ovvi motivi, non poteva certo sussistere il diritto (di credito) al premio alla carriera del calciatore Pasciuti (in quanto maturato, come si è visto, solo nel 2015”


CU 22 TFN Sez. Vertenze Economiche del 17.06.2016

Oggetto: Premio alla carriera – compenso non dovuto

Norme di riferimento: art. 99 bis

Il Tribunale Federale Nazionale sez. Vertenze Economiche si è soffermato sulla possibilità di una società che ha tesserato un giocatore per soli 5 mesi di ottenere il premio alla carriera. La risposta data è negativa, poiché la norma è da leggere in maniera stringente. In particolare il Tribunale ha affermato: “Sotto un primo profilo, rileva infatti il Tribunale Federale che la tesi della Società reclamante, secondo la quale il calciatore avrebbe cominciato ad allenarsi con la US Lavagnese sin dal settembre del 2013, non trova sostegno in alcuna specifica allegazione testimoniale o documentale, non assumendo evidentemente alcun rilievo probatorio, a questi fini, i certificati scolastici o la richiesta di nomina del tutore allegati al reclamo. Sotto un secondo profilo, osserva il Tribunale Federale che, in ogni caso, solo nel momento della formalizzazione del tesseramento, da effettuarsi con le modalità previste dalle norme federali, il calciatore acquisisce quello status che gli consente di svolgere pleno iure l’attività agonistica e sinanco formativa presso una determinata Società, con tutti i diritti, gli obblighi e le tutele previste dall’attuale ordinamento federale (valga, per tutte, la tutela medico-sportiva di cui all’art. 43 NOIF). Ne consegue da un lato che il mancato svolgimento di una ancorché minima attività agonistica non consente di ritenere pienamente “formativa”, quanto meno agli effetti del premio alla carriera, l’istruzione impartita al giovane calciatore, dall’altro che solo l’attività formativa e agonistica svolta con le suddette tutele, svolta cioè a pieno titolo in ambito federale, può essere tenuta in considerazione ai fini del riconoscimento del premio alla carriera previsto dall’art. 99 bis NOIF”


CU 20 TFN Sez. Vertenze economiche  del 1.06.2016 

Oggetto: premio alla carriera – tesseramento per meno di una stagione – valore della formazione

Norme di riferimento: art. 99 bis NOIF

Il Tribunale Federale Sez. Vertenze Economiche è stato adito da una società di serie A al fine di ridurre il premio alla carriera certificato dalla Commissione Premi. La società ricorreva per tre motivi, per quel che riguarda questa massima è utile soffermarsi sul presupposto, per il diritto del premio alla carriera, di aver tesserato per almeno una stagione il calciatore (oggetto del premio). La Corte ha affermato che il principio del tesseramento annuale deve essere valutato caso per caso. In particolare ha affermato che: “Questo Tribunale Federale ha più volte affermato che l’art. 99 bis NOIF subordina Il diritto al premio alla carriera ad almeno una intera stagione sportiva di tesseramento dilettantistico, tale da intendersi sia nel senso dell’unicità del tesseramento per una singola Società nel corso della stessa stagione, sia nel senso che il periodo di tesseramento, ancorché non strettamente protrattosi dal 1° luglio al 30 giugno successivo, risulti comunque sufficiente, secondo una valutazione da operarsi caso per caso, ad integrare gli estremi di una significativa preparazione/formazione calcistica impartita al calciatore in ambito dilettantistico, funzionale alla sua progressione di carriera. (…) Con riguardo dunque al caso di specie, ove è pacifico che il tesseramento del calciatore presso la ASD SC Afragola ’92 si è protratto dal 3.12.1999 sino al termine della stagione, non sussiste alcuna valida ragione per negare significatività a tale periodo, anche perché collocato nel pieno dello svolgimento dell’attività agonistica


CU 20 TFN sez. Vertenze Economiche del 1.06.2016

Oggetto: Premio alla carriera – concetto di significatività

Norma di riferimento: 99 bis NOIF

In materia di premio alla carriera il Tribunale Federale Nazionale Sez. Vertenze Economiche ha sgomberato il tavolo da dubbi interpretativi affermando che basta un’intera stagione per avere una formazione significativa del calciatore. In particolare la Corte ha affermato: “Al fine di sgomberare il campo da facili suggestioni originabili dalla copiosa ma risalente giurisprudenza invocata dalla reclamante, questo Tribunale Federale deve rammentare che l’art. 99 bis NOIF venne radicalmente riformato con C.U. n. 153/A del 1° febbraio 2006: la novella introduceva difatti un diverso regime del premio non più riferito ad un importo forfetario complessivo (pari a euro 103.291,37 sempre uguale e indipendente, cioè, dal periodo di tesseramento dilettantistico), bensì ancorato su base temporale, pari a euro 18.000,00 per ogni anno di formazione dilettantistica impartita al calciatore É questo il motivo per cui, a seguito della riforma, un problema di “significatività” di tale formazione potrebbe porsi solo all’interno di una singola stagione sportiva, ma non certo nel caso in cui, come nella specie, è indiscusso che il tesseramento si sia protratto per l’intero arco di una stagione sportiva, per di più proprio all’inizio della carriera del calciatore, carriera che solo successivamente si è sviluppata (già dalla metà della stagione 1999/2000) pressoché esclusivamente in ambito professionistico (giovanile e non)”

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *